L’Amministratore del sito Ashley Madison, Mr. Neil Biderman, ha dichiarato che le relazioni extra coniugali aiutano a preservare molti matrimoni. Nella home page del portale viene ricordato a caratteri cubitali: “La vita è breve. Concediti un’avventura”. A forza di praticare tradimenti ed innalzare fortuite corna si può salvaguardare la sobrietà e la stabilità coniugale. In questi giorni però alcuni milioni di mariti e mogli infedeli, iscritti a questo sito adulterino, a seguito dell’attacco informatico che ha iniziato a rendere noti i loro nomi e cognomi, tremano nel timore di essere identificati; sentono scivolare impunemente le braghe della loro fessaggine, si scoprono inermi con le proprie incerte nudità, come paralizzati, nel tentativo di trovare una giustificazione sensata da dare al loro mondo se non quella un po’ cialtrone e un po’ infantile di essere stati spinti dalla pura curiosità.
Tuttavia non si tratta solo di ripieghi impudici o piaceri da fedifraghi incalliti, perché la filosofia di Ashley Madison viene pubblicizzata come un percorso semplificato e parallelo al matrimonio. Ciò che attrae l’utenza pruriginosa è la sua semplicità disarmante, è l’utilizzo di un linguaggio asciutto e diretto, mai allusivo o volgare (perché la volgarità per esserci ha bisogno di essere riconosciuta): si propone un incontro senza timori reverenziali, facile e comprensibile, senza paura di offendere l’interlocutore; non ti passa per la mente che può non aver capito la tua richiesta; non è proprio possibile che possa fraintendere o che risponda con uno “smile” incarognito. Al più potrebbe capitare che la graziosa biondona con le labbra affusolate e lo sguardo charmant abbia falsificato il suo profilo promozionale e all’incontro scopri un macho elegante, solo con aspettative di altro genere. Sono le ambiguità del web.
La forza del sito, come degli altri siti di incontri on line, è quella di far pensare di essere in molti, una sterminata folla di folli creduloni che immaginano avventure inebrianti e indimenticabili, una foresta pingue di figure mai sazie assopite nel sonno infantile dell’irrilevanza erotica. Si incrementano a dismisura le bramosie di questa moltitudine di frustati cronici inventando di sana pianta profili per tutti i gusti e tendenze: ne risulta un erotismo vacuo e decadente che neanche la famosa romantica donna inglese avrebbe potuto praticare in ascensore.
L’ineffabile Mr. Biderman dice che Il marchio Ashley Madison è stato scelto accostando casualmente due nomi femminili per renderlo attraente e familiare, trattandosi di nomi di persone molto usati soprattutto in Canada. Certo non è facile credere che una mente sopraffina e piena di astuzie abbia potuto architettare un progetto così coinvolgente dal punto di vita emotivo banalizzando il proprio simbolo distintivo congiungendo due nomi a casaccio. Non c’è nulla lasciato al caso in un’operazione di marketing che gioca sull’inconscio denutrito degli individui per stimolarne inediti e maliziosi appetiti.
D’altra parte Madison è il nome della donna-sirena più famosa ed eccentrica di Hollywood la cui storia fantastica e meravigliosa viene trattata nel film “Splash – Una sirena a Manhattan” di Ron Howard. Madison nel film è appunto una sirena arenatasi sui marciapiedi del porto di New York alla ricerca del grande amore della sua vita. Dopo essere sopravvissuta a incredibili disavventure nell’affollata metropoli, riesce con tenacia a convincere l’adorato Allen che la loro travolgente passione doveva proseguire negli abissi profondi delle acque marine dove infine entrambi si tuffano estasiati e felici.
Ashley, nome sontuoso e sorprendente, porta invece alla memoria la seducente protagonista femminile di uno dei libri più belli di Ernest Hemingway: The sun also rises, ovvero Fiesta; l’amabile e scostumata donna fatale, (un po’ tumultuosa e, invero, un po’ ninfomane) intorno a cui ruotano le grandi cronache descritte nel libro e vissute nella fiesta di Pamplona. Lady Brett Ashley dopo aver ereditato il titolo nobiliare dall’ultimo marito si convince che la vita senza desiderio e seduzione non avrebbe avuto un grande senso: insomma una vera eroina moderna piena di fascino e discrezione anche nelle vicende più scabrose.
Due donne straordinarie, la cui esplorazione dell’amore e dell’avventura non sarebbe stata mai possibile nell’arida virtualità del web e nella sua insignificanza; trovando invece conforto e consistenza nella vita vissuta, nel modello di relazione in cui si sceglie e si viene scelti non in base ad una fotografia o a un link demenziale e accattivante, ma in base al ritmo fremente del cuore e alla musica soave e ardente dell’anima, in un luogo dove il momento strabiliante dell’atto sessuale diviene conquista, realizzazione di un sogno o misterioso miraggio da condividere insieme al proprio partner elevandosi dalla rassegnazione crepuscolare e dalla copula dilettantesca (rimanendo puro e semplice svuotamento di cojones, come avrebbe detto il sommo poeta Tonino Guerra riferendosi agli accavallamenti estivi della sua turbolenta Romagna).
La sirena Madison si batte come una tigre per poter vivere la sua intensa storia d’amore, ricambiata, con il suo amato Allen, mentre l’adorabile Brett Ashley rinuncia al suo innamorato, il torero Romero, sapendo che questa passione avrebbe potuto rovinarla e farla sentire una donna perduta.
Due nomi di persone vere che fanno riflettere sulla bellezza del corteggiamento e sull’ instancabile desiderio degli uomini e delle donne di cercarsi e di conoscersi “alla pari” in una rincorsa vorticosa di rifiuti e di negazioni ma anche di abbracci e inebrianti emozioni. La ricerca di un legame intenso e passionale con l’altro evidentemente necessita di una piena ed incessante fiducia in sé stessi. Ma per questo non esistono scappatoie e siti web che possano bastare.

